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Immaginate la scena: foglie accartocciate, una vaga nebbia che offusca la vista, un cielo grigio che minaccia pioggia… a breve quella minaccia sarà realtà…

Un cancello chiuso con un lucchetto, un filare di reti metalliche, che nasconde un altro filare, ed un altro ed un altro ancora; ogni rete è un box, un metro per due, e su ognuno è attaccato un numero; alcuni cartellini sono talmente arrugginiti che si fatica perfino a leggerli. Il loro clangore quando c’è vento è un rumore inquietante, come di catene, un suono inquietante che lacera l’anima.

Io sono il numero 70, sono arrivato da pochi giorni… non vedo mai nessuno, tranne una persona che entra per pulire e mi porta una ciotola di pappa; fortuna che starò qui per poco tempo, il mio papà e la mia mamma han detto che sarebbero tornati…

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E’ passato un mese e sono ancora qui, ogni tanto vedo delle persone nuove che entrano dai miei compagni, li coccolano, mettono un laccio intorno al loro collo e li portano via per 15 minuti; quando tornano loro sono contenti… queste ragazze passano davanti a me, mi salutano e mi dicono che non possono portarmi fuori perché io un papà ed una mamma li ho già…

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Oggi è sabato, lo capisco perché vedo nuovamente le ragazze… hey! Stanno entrando nel mio box! Che significa? Il loro sguardo ora si posa su di me in modo diverso, sorridono in modo diverso… mi portano nel verde, mi fotografano, mi chiamano con un nome che non è il mio e mi fanno cenno di avvicinarmi a loro! Io mi fiondo tra le loro braccia, mi spupazzano, mi controllano i denti, mi tastano per capire se sto bene, mi promettono che troveranno una famiglia tutta per me…

oggi sono diventato ufficialmente un cane di canile, il mio papà e la mia mamma non torneranno più… ora lo so…

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Sono passati otto mesi da quando sono arrivato; qualcosa comincia a scendere dal cielo, sono dei batuffoli bianchi che si attaccano al mio tartufo… abbaio, provo a mangiarli, sono freddi! E’ arrivata la neve! Mi è sempre piaciuta tanto! Ricordo che facevo delle lunghe corse nel prato e quando rientravo a casa mi asciugavano per evitare che prendessi un raffreddore! Le ragazze hanno messo delle copertine nelle nostre cucce, così saremo un po’ più caldi… il cane vicino a me si è già rintanato, è anziano, forse a lui la neve non piace… entro pure io, fuori fa proprio freddo, mi accoccolo e guardo questo cielo magico…

E’ arrivato il mattino, fuori dalla mia casetta c’è un manto di neve candida… chiamo il mio compagno: “hey, 71, vieni a vedere che bello!” Ma lui non risponde… forse preferisce starsene rintanato al calduccio! Vedo le ragazze arrivare sorridenti: è sabato, giorno di uscita! Chiamano anche loro il mio compagno… lui ancora non risponde… entrano da lui… perché ci mettono tanto ad uscire? Percepisco nell’aria un sapore diverso... le ragazze escono dal box, 71 è tra le loro braccia, lo coccolano, lo riscaldano, ma 71 non si muove, 71 non potrà più assaporare quelle carezze, quel calore, quell’affetto… 71 se n’è andato… il gelo della notte ha fermato per sempre il suo cuoricino vecchio…

Le ragazze non possono fermarsi a piangerlo, lo faranno di nascosto quando saranno sole: oggi è sabato e devono portarci fuori, delle persone hanno telefonato per venire a vederci, devono mostrare il loro migliore sorriso e mandare giù quel nodo che stringe le loro gole…

Vengono di nuovo verso di me! Sì, stanno proprio aprendo il mio box! Nel verde vedo una famiglia con un bambino, tiro il guinzaglio perché voglio andare da lui e dargli tanti baci! Anche a lui piaccio: lo leggo nei suoi occhi, e lo leggo negli occhi del suo papà e della sua mamma! Stanno facendo di sì con la testa, firmano delle carte, e le ragazze passano il guinzaglio nelle loro mani! Mi fanno una fotografia con il bambino, con il suo papà e con la sua mamma, e mi dicono che da oggi saranno anche il mio papà e la mia mamma! Io spero davvero che questa volta sia per sempre, sfodero il mio fascino e mi metto in posa! Partiamo! Mi volto ancora una volta a guardare il filare, vedo il mio box, vedo il cartellino con il numero arrugginito e quel grande cancello chiudersi dietro di noi… e vedo gli sguardi delle ragazze… stanno piangendo, ma di gioia! “Ciao ragazze, grazie di tutto, mantenete la promessa anche per i miei compagni!” Faccio un ultimo colpo di coda, guardo il bambino accanto a me che tiene il mio guinzaglio, lui mi accarezza la testa ed insieme ci incamminiamo verso il nostro futuro… da oggi sono un cane ADOTTATO!

Foto per poesia